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WeDiano

Edizione 2026 

Tempo di Lettura 4 minuti

Non si scherza con 120 anni di esperienza: Ristorante Candidollo, padre della tradizione.

C’è un ristorante a Diano Borello, incastonato tra la collina e il mare, che sembra uscito da un racconto: si chiama Candidollo e, da 120 anni, ci si arriva apposta. Non perché ci si passi per caso, ma perché chi lo conosce sa che vale la pena raggiungerlo.

 

La location storica è una casa ottocentesca, adibita a frantoio, bottega e forno. Ogni sala racconta una piccola parte della storia del ristorante, compresi i macchinari originali ancora incastonati tra i tavoli in legno.

 

Qui sei immerso nel verde, ma davanti a te hai il mare, tutto. Il golfo intero, incorniciato dai due moli. Una vista che toglie il fiato anche a chi in Liguria ci è nato. Ma non è solo per il panorama che si viene qui: si viene per la cucina di Paolo, chef dal cuore gigante e dalle mani fatate, e per Fausta, regina di sala e custode del tempo, che vi accoglierà come se foste di casa (perché, garantito, tornerete).

 

Candidollo è la vita della loro famiglia, da generazioni. Qui si mangia a menù fisso: un giro di antipasti caldi, freddi e tipici (tra cui gli immancabili panissa e frisceu), tre primi di pasta fresca fatta in casa, ogni giorno, e tre dei più iconici secondi liguri: coniglio, cinghiale e lumache. Tutto, rigorosamente, fatto in casa.

 

Qui si viene sapendo cosa vi aspetta: tanto cibo, un menù che ha fatto la storia del nostro entroterra di Ponente, una lista di dolci (tutti fatti in casa) da mandarvi in confusione e la gentilezza di una famiglia che è nata per prepararvi da mangiare. 

 

E se ancora non ci siete stati, dovete assolutamente prenotare un tavolo. Chi lo conosce lo sa, e si tiene stretto il suo appuntamento annuale al Candidollo.

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