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WeDiano

IL MARE DELLA DEA

Edizione 2026 

Tempo di Lettura 4 minuti

DIANO MARINA, IL MARE DELLA DEA

Diano Marina, sotto la facciata da classica cittadine di mare, cela una storia molto più antica. Perché “Diano” non è un nome qualsiasi: è un’eco diretta della dea Diana, una delle divinità più complesse del mondo romano. In epoca antica, l’attuale Golfo Dianese era identificato come un territorio dedicato proprio a lei.

 

Diana non era soltanto la protettrice della caccia, ma una figura profondamente legata ai luoghi selvatici, ai confini, alle soglie.

 

Prima delle spiagge che conosciamo, qui c’era una costa ancora irregolare, alle spalle della quale si alzavano colline e vallate.

 

 Il golfo rappresentava un punto di contatto tra mare ed entroterra. Il golfo rappresentava un punto di contatto tra mare ed entroterra.

 

Dedicare un territorio a Diana significava riconoscerne il carattere di luogo di passaggio e di protezione. In questi spazi sacri, la dea garantiva sicurezza e orientamento.

 

Dedicare un territorio a Diana significava riconoscerne il carattere di luogo di passaggio e di protezione. In questi spazi sacri, la dea garantiva sicurezza e orientamento. Oggi la dea non viene più invocata, eppure Diana resta nel paesaggio e nel nome.

 

Resta nel bassorilievo che vi accoglie alla fine della passeggiata, sul lungomare Ghigliazza.

Consigli da local:

Se siete appassionati di storia romana e volete scoprire i segreti del mare di Diano Marina, vi consigliamo di visitare il Museo MARM, situato all’interno del Palazzo del Parco. Qui potrete conoscere la storia del Lucus Bormani e il legame con la Dea Diana, protettrice delle selve e della caccia. Tra reperti antichi e testimonianze archeologiche, vivrete un viaggio unico nella vita degli abitanti del golfo dianese. Un’esperienza imperdibile per chi ama storia, mito e cultura locale 

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